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Le migliori foto di bambini: Mia!

Mi ami? Ma quanto mi ami?
Questo è l’adagio che ci ha tormentato in una vecchia pubblicità Telecom.
Dopo aver trasmesso quello spot in tutte le salse, per anni.. è rimasto un MUST nel modo di dire.. e pare che ogni bambino ci metta alla prova, che ce lo chieda.

In qualche modo i bambini ci misurano, e misurano l’amore che riusciamo a trasmettere loro.
Come non cadere folgorati dalla loro innocenza?
Spesso mi viene chiesto come riesco a fotografare i bambini brutti, e la risposta è invariabilmente la stessa: non esistono bambini brutti.
Sono tutti incredibilmente unici e spettacolari, ognuno a suo modo, basta saperli guardare.

Non so più quanti servizi fotografici 0-10 anni abbia fatto, e mi piace cercare di ricordarli tutti. Qualcuno è una sfida, qualcuno è una passeggiata. D’altronde, se pensate che solo perché sono piccoli non abbiano carattere….
Spesso, quando io non riconosco loro, loro riconoscono me (questo accade più spesso – a dire il vero – con i bambini incontrati a scuola, nel mio ruolo di maestro); e fa piacere.

Mia sicuramente la incontrerò di nuovo, mi ha rubato il cuore.
Due fanali azzurri, 4 denti affilati e una lingua ben morsicata!
Una bambina decisamente serena, in pace con il mondo (ed incantevole, diciamolo!), s’è lasciata coccolare e fotografare con gran tranquillità.
Non si può raccontare proprio tutto, perché quello che succede in uno studio fotografico fa parte anche del momento, delle emozioni condivise con chi è con te.. ma quella bocca sdentata e sorridente ha regalato pace anche a noi, caduti in ammirazione del suo coraggio.

Il set è stato preparato dopo pranzo con Andrea, con il quale abbiamo studiato la disposizione dei globi, le altezze e distanze.

Samba ha provveduto – come sempre – a sovrintendere l’allestimento e permettere di fare qualche test per la luce.
Per il servizio fotografico vero e proprio la Mini è stata arruolata come assistente alla sicurezza: io e la mamma ad occuparci dell’intrattenimento, e lei sdraiata a terra le ha fatto da ‘cintura di sicurezza’.
La lingua morsicata le dava un po’ di fastidio, ma siamo riusciti comunque a distrarla, ottenendo più inquadrature su tre set differenti.

L’idea di fotografarla con i globi è stata vincente, le fotografie di questa bambina mi rendono un uomo un po’ più felice!

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